lunedì 3 settembre 2012

scampoli settembrini


Brutti, sporchi e cattivi, molto cattivi!
Leggo e leggiucchio sul film di Ciprì. iI poveri siano sporchi brutti e cattivi come abbiamo visto in un film memorabile con Nino Manfredi. Niente di nuovo sulla rappresentazione al limite della repellenza di una fauna umana grottesca ed in preda a pulsioni incontrollabili di consumismo. E' possibile che la famiglia descritta da Ciprì esista ma sono certo che ce ne sono duecento nello stesso quartiere diverse che sbarcano il lunario ed hanno uno schema morale solido e valori importanti anche se la mancanza di qualche dente rende bruttina la loro vista. Ma si sa. Non tutti possono permettersi un dentista. Il degrado, la deriva verso la distruzione che Ciprì ha voluto rappresentare coincidono con l'analisi postpasoliniana della plebe sottoproletariato che sostituisce la classe operaia e vive una vita indegna di essere vissuta.
http://www.gazzettadelsud.it/news/spettacoli/10917/Venezia--Cipri--primo-italiano-in-concorso.html


M a che dobbiamo fare?
sono sicuro che il film di Ciprì con Servillo presentato alla mostra di venezia non sia una volgare speculazione razzista su Palermo, sulla Sicilia, sui siciliani poveri dei quartieri degradati. . Si parla di un padre che usa i soldi avuti per il risarcimento della figlia morta in un incidente per comprarsi una enorme auto e su questo si ricama sul connubio tra il sottoproletariato degenere il consumismo etc...etc..... Spero di non sbagliarmi ma dal momento che Cipri è palermitano spero che non siamo alle solite che i peggiori detratori di se stessi siamo proprio noi siciliani. Comunque non mi pare giusto esprimermi definitivamente se non vedo il film. Ma credo che ci prenderemo un dispiacere.






Genocidio politico




Penso a quanto era bello, intelligente, sensibile,umano il popolo comunista del PCI di Togliatti. di Longo di Natta e degli altri grandi segretari del PCI.


Un popolo di milioni e milioni di persone che leggeva, era elevato culturalmente ed era capace di fare dei festival dell'Unità festival della Cultura e della Politica. Una cultura politica quella comunista che penetrava profondamente nella società italiana migliorandola. Una cultura "egemonica" che non era violenta convinceva trascinava era legata ai sentimenti più grandi di giustizia sociale di libertà di progresso di vera democrazia. Penso alle centinaia di migliaia di copie dell'Unità che si vendevano ma anche dell'Avanti che nel marzo del 1953 nel paginone centrale listato a lutto salutava la morte di Giuseppe Stalin come la caduta di un padre dell'umanità.


Ora il popolo del PD e quel poco che è rimasto del PSI non hanno più valori. Accettano il peggiore e più miserabile machiavellismo della politica italiana, subiscono la perdita dell'art.18 e le pensioni a 70 anni e soltanto per una manciata di spiccioli. Accettano in nome del liberismo e delle imprese tutti gli interessi del capitalismo italiano che è uno dei più avidi e meschini del mondo.

Come ha potuto il magnifico e grande popolo comunista diventare il popolo del PD che applaude Renzi e Letta ed accetta di allearsi con Casini



Gli americani ci mettono il dito nel sedere

I tedeschi hanno capito che dietro l'attacco all'Euro alla Grecia all'Italia alla Spagna ci sono gli americani che temevano per il suprematismo del Dollaro come moneta di scambio internazionale. Inoltre sanno che gli americani non sopportano le prosperità ed il benessere del popolo tedesco che vorrebbero ridurre a stecchetto. Gli USA non sopportano la locomotiva tedesca nell'economia mondiale. Vorrebbero essere i soli padroni dell'economia ed invidiano il bene e la prosperità altrui. I "mercati" non sono altro che gli USA. Oggi la Merkel li attacca. La Merkel è una liberista che assume una posizione coraggiosa nella sua parte politica. I socialisti brillano per il loro silenzio ed il loro subalternismo.


Per anni mi sono stupito ogni volta che in un film americano sentivo la radio o la tv parlare del Tempo e del Listino delle Borse. Pensavo: ma è mai possibile che questo sia il centro del mondo degli americani? Le previsioni del tempo e come andrà la Borsa?
Non sapevo, me tapino, che l'Italia sarebbe diventata tale e quale all'America. Previsioni meteorologiche e andamento delle borse sono diventati centrali nella nostra vita. Ci vengono imposte e siamo obbligati a sentire dappertutto. Ci manca soltanto di raggiungere la quantità di miliardi di pillole tranquillanti che vengono smerciate negli USA. Ma noi siamo a buon punto! Basta guardare la faccia di Monti la mattina e si è subito in zona ansiogena...


Slotz
Vedevo ieri sera in TV un servizio su Varsavia sulla Polonia e sono rimasto meravigliato di quanto stiano bene i polacchi e di come cresce con allegria la loro economia.
Poi ci ho pensato ed ho capito l'arcano, la causa di tanta gioiosa crescita economica e sociale. Non hanno l'Euro! Sono fuori dalla trappola mortale della euro-zona! Stampano i loro slotz quanto ne hanno bisogno!! Non hanno Monti che rompe la loro anima e li minaccia un giorno si ed uno no di farli morire di tasse e di fame! Non hanno la merkel che assegna loro i compiti! Non hanno Draghi con la sua faccia di Jago che come una idrovora trasferisce i loro redditi alle banche dei pescecani!

La Bibbia

alla base della sanguinaria continua aggressione degli USA ai popoli del mondo e di israele ai palestinesi ed ai suoi confinanti sta non soltanto gli interessi dello imperialismo colonialistico ma il convincimento della superiorità ed unicità del Popolo di Dio rispetto tutti gli esseri umani. Al confronto il libro di Hitler Mein Kamps è cosa di secondaria importanza. Gli americani e gli israeliani sono convinti dalla loro religione che "debbono" distruggere i loro nemici ed impossessarsi dei loro beni. Il mondo non sarà mai libero dalla loro minaccia fino a quando non prenderanno le distanze dalla Bibbia. Basta leggere qualche passo del Deutoronomio per rendersi conto del perchè di tanta disumanità e di tanto sangue.

Deuteronomia 2 24 "24 Suvvia, levate l'accampamento e passate la valle dell'Arnon; ecco io metto in tuo potere Sicon, l'Amorreo, re di Chesbon, e il suo paese; comincia a prenderne possesso e muovigli guerra. 25 Oggi comincerò a incutere paura e terrore di te ai popoli che sono sotto tutto il cielo, così che, all'udire la tua fama, tremeranno e saranno presi da spavento dinanzi a te.

Il prode Renzi

Leggo che Renzi gode di grande popolarità dentro il PD. Certo i gruppi dirigenti del PD hanno lavorato in profondità se sono riusciti a cambiarne il DNA e fare di un partito che viene dai comunisti e dalla sinistra dc qualcosa capace di riconoscerci in uno che sull'art.18 diceva "Chi se ne frega"! Non è che gli altri siano migliori di lui. Sono tutti in gara a chi è più corogna dell'altro verso i lavoratori.

La Camusso mendica

Rivendicazioni inconsistenti ed umilianti della Camusso al Governo. La detassazione delle tredicesime diventa una una tantum di una mancetta che non darà alcun sollievo alle famiglie dei lavoratori. La signora Camusso si guarda bene dal chiedere garanzie permanenti per i lavoratori come il Salario Minimo Garantito che impedirebbe salari schiavistici e come l'indicizzazione delle retribuzioni e delle pensioni. Minaccia lo sciopero generale per niente come ha fatto per niente tutti gli scioperi generali. Dovrebbe rimettere in discussione la legge Fornero e la legge sulle pensioni. Inoltre si dovrebbe spendere sulla scuola dove Profumo sta facendo diventare pazzi gli insegnanti.

genocidio politico

Genocidio politico

Penso a quanto era bello intelligente sensibile umano il popolo comunista del PCI di Togliatti. di Longo di Natta e degli altri grandi segretari del PCI. Un popolo di milioni e milioni di persone che leggeva era elevato culturalmente ed era capace di fare dei festival dell'Unità festival della Cultura e della Politica. Una cultura politica quella comunista che penetrava profondamente nella società italiana migliorandola. Una cultura "egemonica" che non era violenta convinceva trascinava era legata ai sentimenti più grandi di giustizia sociale di libertà di progresso di vera democrazia. Penso alle centinaia di migliaia di copie dell'Unità che si vendevano ma anche dell'Avanti che nel marzo del 1953 nel paginone centrale listato a lutto salutava la morte di Giuseppe Stalin come la caduta di un padre dell'umanità.
Ora il popolo del PD e quel poco che è rimasto del PSI non hanno più valori. Accettano il peggiore e più miserabile machiavellismo della politica italiana, subiscono la perdita dell'art.18 e le pensioni a 70 anni e soltanto per una manciata di spiccioli. Accettano in nome del liberismo e delle imprese tutti gli interessi del capitalismo italiano che è uno dei più avidi e meschini del mondo.
Come ha potuto il magnifico e grande popolo comunista diventare il popolo del PD che applaude Renzi e Letta ed accetta di allearsi con Casini?

domenica 2 settembre 2012

i poteri del generale

Pietro Ancona

I poteri del Generale - 3 settembre 1982

Il Generale della Chiesa chiedeva poteri speciali per portare avanti la sua
lotta alla mafia siciliana. La sua intenzione era di sdradicarla e questa
sua volontà incombeva sulla società siciliana e generava allarme nelle
cosche mafiose. Il Generale era giunto a Palermo come Prefetto. Presidente
del Consiglio dei Ministri era Giulio Andreotti sospettato da molti di avere
un rapporto speciale con la mafia siciliana rapporto mediato a Palermo
dall'On.Le Lima e nella Sicilia orientale dall'On.le Drago.L'On.le Lima
sarebbe stato ucciso dalla mafia nel 1992 uno degli anni horribilis della
storia mafiosa di questo disgraziato Paese.
La questione della concessione dei poteri speciali divideva le forze
politiche siciliane. C'era chi era favorevole ma anche chi era decisamente
contrario. Il segretario regionale della DC era contrario ma non perchè
fosse mafioso o intimidito o condizionato dalla mafia. L'On.Le Rosario
Nicoletti era contrario perchè riteneva che la lotta alla mafia dovesse
condursi senza alterare la normalità dell'ordine costituzionale e dei
poteri. Non era convinto della necessità di cedere poteri speciali ad un
Prefetto un Generale mandato dallo Stato e certamente pensava che non fosse
giusto questa forma impropria di commissariamento della Sicilia. L'On.le
Rosario Nicoletti si sarebbe ucciso lanciandosi dalla tromba delle scale
della sua abitazione nel novembre del 1984. Un mistero la sua morte che non
è mai stato penetrato ma io, avendolo conosciuto, dubito molto che si
sarebbe ucciso motu proprio per una propria personale scelta esistenziale.
Era persona di grande razionalità e certamente una delle menti più brillanti
della politica siciliana. Con Piersanti Mattarella facevano un tandem
strepitoso.
Presso l'Assemblea regionale siciliana era costituita una Commissione
Antimafia fatta dai partiti dai sindacati regionali e dai rappresentanti
delle associazioni industriali ed agricole. La Commissione era presieduta
dal Presidente dell'Ars a quel tempo l'On:le Michelangelo Russo. Io ne
facevo parte in quanto segretario regionale della CGIL. Luigi Cocilovo e
Roberto Franchi vi rappresentavano rispettivamente la Cisl e l'Uil. Il PSI
era rappresentato da Salvatore Lauricella e la DC da Rosario Nicoletti.
Segretario regionale del PCI era Luigi Colaianni che aveva preso il posto di
Pio La Torre assassinato il 30 aprile di quello stesso anno.
Ricordo che prima della riunione della Commissione Antimafia dell'Ars
abbiamo avuto un incontro preventivo i tre segretari regionali nella sede
dell'UIL siciliana in via Enrico Albanese. Cocilovo era della stessa
opinione di Nicoletti. Era contrario alla concessione dei poteri speciali.
Io invece ero allarmato dal fatto che si discutesse di questo problema e che
ci fossero tentennamenti delle istituzioni. Ero decisamente a favore dei
poteri speciali e convinsi Franchi e Cocilovo ad assumere una posizione
unitaria nella Commissione. Così andò. Tuttavia dalla Commissione non uscì
una decisione senza se e senza ma per i poteri speciali.
Qualche giorno dopo il generale Della Chiesa veniva massacrato assieme alla
sua giovane moglie Emanuela Setti Carraro. Erano una coppia assai romantica.
Il fatto che il Generale avesse l'amore di questa giovane signora ne rendeva
la figura assai fascinosa e circondata da un alone poetico che ha colpito
tutte le persone che abbiamo vissuto intensamente quel periodo tragico ed
oscuro della insanguinata storia della Sicilia.
Alla luce delle cose che si sono recentemente sapute sul rapporto
mafia-Stato credo che bisognerebbe rianalizzare tutta la vicenda
dell'assassinio del Generale e della moglie. Per capire quale nido di vipere
è stato messo in allarme dalla presenza di un Generale che prometteva
davanti ai ragazzi ed alle ragazze dei licei palermitani lotta senza
quartiere fino alla vittoria alle cosche ed ai loro sporchi interessi.
Pietro Ancona

i poteri del generale

Pietro Ancona

I poteri del Generale - 3 settembre 1982

Il Generale della Chiesa chiedeva poteri speciali per portare avanti la sua
lotta alla mafia siciliana. La sua intenzione era di sdradicarla e questa
sua volontà incombeva sulla società siciliana e generava allarme nelle
cosche mafiose. Il Generale era giunto a Palermo come Prefetto. Presidente
del Consiglio dei Ministri era Giulio Andreotti sospettato da molti di avere
un rapporto speciale con la mafia siciliana rapporto mediato a Palermo
dall'On.Le Lima e nella Sicilia orientale dall'On.le Drago.L'On.le Lima
sarebbe stato ucciso dalla mafia nel 1992 uno degli anni horribilis della
storia mafiosa di questo disgraziato Paese.
La questione della concessione dei poteri speciali divideva le forze
politiche siciliane. C'era chi era favorevole ma anche chi era decisamente
contrario. Il segretario regionale della DC era contrario ma non perchè
fosse mafioso o intimidito o condizionato dalla mafia. L'On.Le Rosario
Nicoletti era contrario perchè riteneva che la lotta alla mafia dovesse
condursi senza alterare la normalità dell'ordine costituzionale e dei
poteri. Non era convinto della necessità di cedere poteri speciali ad un
Prefetto un Generale mandato dallo Stato e certamente pensava che non fosse
giusto questa forma impropria di commissariamento della Sicilia. L'On.le
Rosario Nicoletti si sarebbe ucciso lanciandosi dalla tromba delle scale
della sua abitazione nel novembre del 1984. Un mistero la sua morte che non
è mai stato penetrato ma io, avendolo conosciuto, dubito molto che si
sarebbe ucciso motu proprio per una propria personale scelta esistenziale.
Era persona di grande razionalità e certamente una delle menti più brillanti
della politica siciliana. Con Piersanti Mattarella facevano un tandem
strepitoso.
Presso l'Assemblea regionale siciliana era costituita una Commissione
Antimafia fatta dai partiti dai sindacati regionali e dai rappresentanti
delle associazioni industriali ed agricole. La Commissione era presieduta
dal Presidente dell'Ars a quel tempo l'On:le Michelangelo Russo. Io ne
facevo parte in quanto segretario regionale della CGIL. Luigi Cocilovo e
Roberto Franchi vi rappresentavano rispettivamente la Cisl e l'Uil. Il PSI
era rappresentato da Salvatore Lauricella e la DC da Rosario Nicoletti.
Segretario regionale del PCI era Luigi Colaianni che aveva preso il posto di
Pio La Torre assassinato il 30 aprile di quello stesso anno.
Ricordo che prima della riunione della Commissione Antimafia dell'Ars
abbiamo avuto un incontro preventivo i tre segretari regionali nella sede
dell'UIL siciliana in via Enrico Albanese. Cocilovo era della stessa
opinione di Nicoletti. Era contrario alla concessione dei poteri speciali.
Io invece ero allarmato dal fatto che si discutesse di questo problema e che
ci fossero tentennamenti delle istituzioni. Ero decisamente a favore dei
poteri speciali e convinsi Franchi e Cocilovo ad assumere una posizione
unitaria nella Commissione. Così andò. Tuttavia dalla Commissione non uscì
una decisione senza se e senza ma per i poteri speciali.
Qualche giorno dopo il generale Della Chiesa veniva massacrato assieme alla
sua giovane moglie Emanuela Setti Carraro. Erano una coppia assai romantica.
Il fatto che il Generale avesse l'amore di questa giovane signora ne rendeva
la figura assai fascinosa e circondata da un alone poetico che ha colpito
tutte le persone che abbiamo vissuto intensamente quel periodo tragico ed
oscuro della insanguinata storia della Sicilia.
Alla luce delle cose che si sono recentemente sapute sul rapporto
mafia-Stato credo che bisognerebbe rianalizzare tutta la vicenda
dell'assassinio del Generale e della moglie. Per capire quale nido di vipere
è stato messo in allarme dalla presenza di un Generale che prometteva
davanti ai ragazzi ed alle ragazze dei licei palermitani lotta senza
quartiere fino alla vittoria alle cosche ed ai loro sporchi interessi.
Pietro Ancona

sabato 1 settembre 2012

foglietti sparsi



Un Comitato Socialista per la lista di sinistra Fava

I socialisti siciliani hanno l'occasione di ritrovare se stessi in uno schieramento di sinistra e di progressisti che si costituisce attorno a Fava. E' innaturale il sostegno dei socialisti a Crocetta come lo fu a Capezzoni (che poi li lasciò con un palmo di naso) come lo fu per Ferrandelli alleato tramite Cracolici con Lombardo. E' stato sconcertante farsi imporre da Nencini la leadership di Vizzini che per decenni era stato importante uomo del gruppo dirigente berlusconiano.
Invito i socialisti siciliani a fare un comitato e prendere contatto con Fava per concordare le modalità di una campagna elettorale che deve portare davvero ad un rinnovamento dell'Isola liberandola dall'egemonismo della destra e del PD che sono e saranno alleati per continuare l'opera del governo Lombardo.



La contraddizione

Preciso che nel sostenere Fava e la sua coalizione e nell'invitare i socialisti a votarlo è perchè non vedo nessuna altra possibilità di voto. Dovrei astenermi dal votare e scegliere una strada alternativa che potrebbe essere quella dei referendum e delle alternative territoriali. Ma la gente è ancora malatissima di elezioni. Se non va a votare si sente male! Crede di essere esclusa dal consorzio dei cittadini, di regredire in chissà quale abiezione. Eppure potremmo e dovremmo imparare la civiltà del non voto. Io non condivido tante posizioni di IDV e della federazione della sinistra che spesso si presta a farsi strumentalizzare dalle campagne CIA una volta contro la Libia e l'altra contro la Siria o contro la Russia. Ferrero ha financo sottoscritto il Pornoappello delle Pussy Pussy scambiandolo per sostegno alla libertà di opinione. Questo mentre le posizioni verso gli USA diventano sempre più morbide e non si dice niente su una società in cui la gente di colore nero viene uccisa per la strada da poliziotti che si divertono a farne tiro a segno.
Sono contraddittorio e sostengo il voto a Fava. Credo che nello spazio politico che si è scelto c'è anche volente o nolente un qualcosa che lo spinge a sinistra e spingerà a sinistra la coalizione. Non potrà fare le porcherie di Lombardo e dei suoi sostenitori. Ecco perchè sostengo Fava anche si mi piacerebbe moltissimo chiudere per sempre la partita con questa regione che anche se amministrata con le migliori intenzioni sarà sempre un peso per i siciliani.


La democrazia- spettacolino degli USA

Squallore volgarità ingiurie spettacolini per bambini che divertono gli infantilizzati americani battute e battutine per nascondere l'allucinante vuoto di ideali e la assoluta lontananza dai problemi delle popolazioni americane dai due candidati Romney e Obama marionette delle multinazionali che li manovrano con i finanziamenti. Questa è la Nazione-guida della democrazia? Uno Stato in perenne stato elettorale i cui Presidenti si muovono sulla base di sondaggi influenzati da massmedia proprietà delle multinazionali e degli affaristi delle armi e delle guerre.
http://www.repubblica.it/esteri/2012/08/31/foto/tampa_clint_alla_convention-41747775/1/?ref=HREA-1




Professori solo per concorso

Tutti coloro che sono arrivati al governo chiamati dal Governor dell'Italia perdono la testa o se si inebriano dei gas esilaranti che avvolgono il loro cervello quando i carabinieri di guardia si schiaffano sull'attenti o il commesso di corridoio fa tanto di salamelecco.
La mattina appena svegli si dicono: che mi invento oggi? Quale proposta potrò fare?
Il Ministro alla Istruzione (hanno concellato pubblica in omaggio al Vaticano) stamane ha avuto una pensata rivoluzionaria e come tutti i suoi colleghi vuole fare la sua piccola rivoluzione nella grande rivoluzione del Gran Maestro Monti: vuole abolire le graduatorie degli insegnanti ed assumere nella scuola soltanto per concorso pubblico. Una cosa che forse lo metterà in conflitto un un'alta iperliberista del suo governo che vuole affidare soltanto ai Presidi l'assunzione degli insegnanti ad libitum di questi. Ma forse non c'è alcun contrasto e bisogna scoprire dove è il trucco. Una cosa proposta dalla banda che si è seduta al Governo non può essere niente di buono nè per la gente nè per l'Italia.
Insomma questo Ministro, la Fornero, tutti i colleghi hanno sempre le mani in pasta nella madia dove hanno messo ad impastare i lavoratori e le lavoratrici di questo Paese. Studiano notte e giorno come levare il tappeto dove la gente sta passando e farla ruzzolare in terra. Ma quando potremo avere un pochino di pace e mandare tutti questi "rivoluzionari" con un reddito medio di due o tre milioni a testa al quel paese, magari a calci in culo per il male che si stanno facendo?




Al Qaeda, Fratelli Musulmani alleati degli USA e della Nato

Gli USA si sono alleati con tutto il terrorismo mondiale per aggredire e dissanguare la Siria. Al Qaeda è al centro di questa alleanza con i Fratelli Musulmani che vengono premiati con l'insediamento al potere se le azioni hanno successo come è accaduto il Libia ed in Egitto ed in Tunisia Il popolo egiziano è stato ingannato ed ha pagato con mille morti il nuovo dominio americano tramite il Fratello Morsi. Popolo ingannato che continuerà a morire di fame. Gli Usa hanno inaugurato l'alleanza con il terrorismo cominciando dalle Torri Gemelle che sono state minuziosamente minate e poi aggredite da aerei che sono stati consegnati ai terroristi dagli stessi USA.

lunedì 25 giugno 2012

Maramaldo alla Camera

Domani o dopodomani con lo sbrigativo metodo del voto di fiducia la Camera approverà la nuova legge sul mercato del lavoro che è la negazione stessa della sua civiltà. Vengono attaccati le regole i dell'assunzione, del licenziamento e dell'aiuto statale in caso di disoccupazione. Nel momento più acuto della crisi piuttosto che aumentare le tutele giuridiche della parte debole della popolazione costituita dai lavoratori dipendenti e dai disoccupati queste si indeboliscono e si compie una sporca vendetta con la vanificazione della giusta causa che sottraeva i lavoratori dall'arbitrio padronale.
Questo delitto contro la Costituzione è stato possibile per il servilismo confindustriale di Cgil Cisl UIL e per la perversione politica del PD diventato partito di destra economica. .Aggiungo che I partiti che voteranno la riforma Fornero sono in conflitto di interesse perchè rappresentanti di grossi interessi datoriali come il PD con le cooperative (la coop sei tu).
Con la nuova legge si rende anche difficile e costoso l'accesso dei lavoratori alla giustizia dei tribunali e si perpetua il meccanismo che precarizza i rapporti di lavoro con il mantenimento delle opzioni della legge Biagi. Non ci sarà più lavoro a tempo indeterminato nè contratto nazionale.Il combinato disposto della legge fornero con la legge sulle pensioni creerà una nuova categoria di persone disperate: quella degli "esodati" licenziati con il nuovo art.18 e nel purgatorio che può anche essere decennale dell'attesa della pensione. Viva l'Italia!

lunedì 23 aprile 2012

25 aprile 2012 nell'Italia occupata Nel più inquieto clima sociale degli ultimi decenni, domani ricorderemo il 25 aprile che Tremonti e Berlusconi volevano abolire assieme al 1 Maggio ed al 2 giugno le tre fondamentali ricorrenze della democrazia italiana. A suo tempo la reazione più energica alla proposta del governo fu dell'Anpi. Non ricordo una forte reazione della CGIL o del PD che si limitarono a manifestare il loro disaccordo. La festa della Liberazione sarà celebrata quest'anno da un governo che ha instaurato una sorta di dittatura fiscale sul ceto medio e sulla classe operaia e che ha quasi azzerato le più significative conquiste del lavoro come l'art.18, il diritto ad un contratto nazionale, il diritto ad un salario equo. La linea di tendenza nella quale il governo iscrive la sua politica sindacale è quella del deprezzamento e dello svilimento del lavoro che viene remunerato con retribuzioni sempre più basse ed oramai insufficienti a garantire una esistenza decorosa ai lavoratori ed alle loro famiglie. Nel mirino del governo è anche tutto il welfare. Le pensioni sono stati portate quasi a 70 anni e falcidiate, la scuola ha imboccato la strada della privatizzazione assieme alla sanità. Privatizzazioni che si faranno alla "italiana" e cioè a spese sempre dello Stato come avviene già per le ferrovie e le telecomunicazioni. Ma la Festa della Liberazione dovrebbe farci riflettere non soltanto sul fallimento della difesa della Costituzione specialmente nella sua parte fondamentale che riguarda il lavoro ed il welfare ma anche sulla occupazione militare ed economica dell'Italia che mai come adesso è prigioniera delle forze che dominano il campo euro-atlantico. Con l'Euro abbiamo perduto la sovranità nazionale. Siamo stati tutti europeisti pensando alla Europa della pace e della grande integrazione economico-sociale dei popoli. Oggi l'Europa è militarista, braccio armato degli USA nel mondo e si è data una dottrina sociale basata soltanto sugli interessi delle aziende e del capitale. Dobbiamo riflettere sulla pesantezza della occupazione militare dell'Italia. 113 basi militari, depositi di bombe nucleari ed attrezzature per spiare il mondo e per l'uso degli spaventosi aerei senza pilota ci tengono sotto stretto controllo. L'Italia è territorio colonizzato dagli USA che nelle enclavi che si sono attribuiti esercitano un dominio assoluto. Anche se abbiamo qualche generale nella Nato non contiamo niente nella gestione della difesa del nostro Paese. L'Italia è ha più una politica estera autonoma. Può agire soltanto nello stretto ambito secondario che ci concedono gli USA. Una celebrazione fatta soltanto di rievocazione dei valori e delle gesta della resistenza è diventata insufficiente ed inutile. Dobbiamo cominciare a pensare ad un 25 aprile di Liberazione dalla quasi secolare occupazione USA del nostro territorio e dalla nostra dipendenza-prigionia dall'Euro e dalla Unione Europea. Insomma la strada che abbiamo fin qui percorso di cittadinanza dentro l'alleanza occidentale e di europeismo è diventata contraria agli interessi nazionali. Restare dentro l'euro-atlantismo aggraverà la condizione di subalternità dell'Italia e di disfacimento dei valori e degli interessi che la Costituzione ha finora protetto. La Costituzione è diventata carta straccia dentro l'UE e le istituzioni della nostra democrazia a cominciare dal Parlamento non contano più niente. Non sarà facile liberarci dei ceppi che ci tengono prigionieri ma non possiamo neppure rassegnarci a diventare una mera espressione geografica come sosteneva già al Congresso di Vienna del 1815 Metternich. Inoltre non siamo stinchi di santo e ci comportiamo in modo indegno con gli immigrati. Inoltre abbiamo massacrato i libici, gli irakeni e gli afghani come killers degli americani. Ci siamo muniti di lagers c he tengono persone prigioniere anche per 18 mesi senza ragione. Oggi la condizione dell'Italia è peggiore e meno significativa di quella che ha avuto dall'Unità fino al patto d'acciaio con la Germania. Inoltre stiamo subendo un processo di deindustrializzazione e di colonizzazione economica che ci farà regredire dal ruolo di seconda potenza manifatturiera dell'Europa. Ma tutto si tiene e non avremo libertà economica se non riconquisteremo la libertà politica. Pietro Ancona

venerdì 16 marzo 2012

I funerali di Stato per Placido Rizzotto. Lettera a Repubblica

Cara Repubblica,

l'iniziativa dei funerali di Stato per Placido Rizzotto nasce da un contesto massmediatico che prescinde del tutto dalla verità storica e dal bisogno di rendere giustizia alla sua memoria ed a quella di tutti i martiri sindacalisti uccisi dalla mafia fino al delitto di Battaglia. Mette una equivoca pezza in una situazione in cui c'è bisogno invece di analizzare delitto per delitto tutte le omissioni ed i disimpegni degli organi dello Stato nella ricerca dei responsabili di tanti efferati delitti compiuti con una finalità terroristica: scoraggiare i socialisti dallo stare nel sindacato accanto ai comunisti, distruggere il risultato del Blocco del Popolo alle elezioni regionali, sviluppare e proteggere il rapporto mafia politica.
Questo funerale viene decretato da un governo nemico dei lavoratori e quasi contemporaneamente al varo della controriforma dello Statuto dei Diritti con la fine sostanziale dell'art.18. Un governo che ha ridotto le pensioni e le ha rese quasi inaccessibili ai precari. Un governo che offende i lavoratori e che proclama la necessità di essere cattivo nei loro confronti. Un governo che si serve dei funerali di Stato per propagandare le missioni colonialistiche dell'Italia in Iraq, Libia, Afghanistan.
Meglio per Placido Rizzotto un funerale laico celebrato dei socialisti e della sinistra siciliana senza ministri, cardinali, generali che certamente sono lontani dal suo modo di sentire e dal suo sacrificio. Un funerale senza ipocrisia per i resti del suo corpo che avrebbero dovuto essere trovati da oltre mezzo secolo e che soltanto ora sono stati riconosciuti.
Pietro Ancona
già segretario generale della CGIL siciliana

martedì 28 febbraio 2012

gli Oscar

Gli Oscar

I famosi premi Oscar sono gestiti da quasi un secolo dalla industria cinematografica che non è diversa dal resto dell'industria americana e li usa con un occhio sempre rivolto al Dipartimento di Stato per assecondarne il giudizio.
Quest'anno il premio è andato a "The artist" un film di nostalgia rievocativo del bianco e nero e del muto e questa scelta riflette la difficoltà attuale degli USA a motivare ed entusiasmare con la loro politica apportatrice di dolore di morte e di lutti dovunque si applichi. Rifugiarsi nel passato per sfuggire al redde rationem del presente senza rinunziare a ribadire la propria ideologia liberista con l'assegnazione del premio a Meriln Streep la sua interpretazione di Margaret Tatcher che ricostruì violentando l'economia e le classi sociali l'Inghilterra ottocentesca descritta da Karl Marx al posto dl c ivilissimo stato sociale creato dai laburisti in un secolo di loro presenza nel governo o nella politica inglese.

Inoltre, l'Oscar assegnato al regista iraniano per strumentalizzare la sua bella e significativa opera contro il suo Paese che gli USA ed Israele vorrebbero distruggere e tengono in stretto regime di assedio. Un episodio di propaganda politica alla vigilia di eventi tragici e mentre la Siria brucia per l'aggressione armata di migliaia di contractors armati da coloro che a Hoolivood si atteggiano ad amanti della pace e della libertà.
Eppure, il cinema americano è stato capace di grandi denunce contro la guerra, le multinazionali, il razzismo. Ma è come se questa vena si fosse esaurita o, se esiste, non viene portata a nostra conoscenza, viene censurata o semplicemente boicottata dalla catena della distribuzione.
Pietro Ancona

venerdì 24 febbraio 2012

L'Europa di Draghi: 500 milioni di infelici disperati

Pietro Ancona
Draghi ha tolto la maschera del tecnico per indossare quello del Profeta Ideologo che con molta brutalità invita l'Europa a ridurre drasticamente il suo tenore di vita e la sua civiltà. Rende pubblico il Manifesto che la Grande Cupola Mafiosa dello Occidente ha giurato a Bilderberg: distruzione del ceto medio europeo, distruzione del welfare. Tutti omologati agli americani che per un quinto sono ... costretti a dormire sotto i ponti o nelle cloache in mezzo a ratti spaventosi. Tutti i lavoratori privati di diritti. Al posto di una civile popolazione una piccola minoranza di miliardari che non pagano le tasse come in USA e centinaia di milioni di precari infelici angosciati di come sbarcare il lunario. Decadenza di tutte le strutture pubbliche perchè si riducono i finanziamenti allo Stato (scuole, ospedali, strade, ponti, acquedotti), riduzione al minimo dei servizi (in USA se scoppia un incendio non sono in grado di fermarlo per mancanza di un servizio di vigili del fuoco adeguato). Che ce ne facciamo di un Europa che per diventare così ha tolto la sovranità a moltissimi Stati? Noi italiani siamo vincolati ad eseguire il "compito" che Draghi ci ha assegnato ? Perchè non recuperiamo la nostra libertà prima che sia troppo tardi?
http://www.ilpost.it/2012/02/23/lintervista-di-draghi-al-wall-street-journal/Visualizza altro

giovedì 23 febbraio 2012

E' morto Ben Bella

E' morto Ben Bella!
E' morto ben Bella il padre della Algeria moderna post coloniale, eroico combattente della Rivoluzione. Fu inprigionato dai francesi e torturato ma la liberazione dell'algeria dalla feroce dominazione francese divenne inarrestabile. Evento immortalato dal bellissimo film di Gillo Pontecorvo "la battaglia di Algeri.
Fu capo dell'ala radicale e genuinamente socialista della nuova Algeria.
L'Algeria è stata finora risparmiata dalla vendetta dell'Occidente avverso i movimenti di liberazione africana. Se così non fosse stato sarebbe stato ucciso come Gheddafi e come Lumumba. Ricordiamolo come un Grande Statista liberatore del suo popolo ed apportatore di libertà ed eguaglianza per tutti i popoli della terra.
Pietro Ancona
http://it.wikipedia.org/wiki/Ahmed_Ben_Bella

sabato 18 febbraio 2012

ventennale di mani pulite

Non condivido la celebrazione del ventennale di Mani Pulite manifestazione equivoca che viene dopo la conferma della Corte dei Conti della corruzione che continua ad impestare la pubblica amministrazione italiana. Non credo che ci sia una reale volontà politica di cambiamento e di trasparenza e la legislazione orientata dal liberismo agevola la corruzione con le privatizzazioni e le esternalizzazioni. Provate a pensare le fortune che si sono costruite a Roma a Milano e altrove con la sanità privata convenzionata cioè pagata dal fondo sanitario nazionale. Non ci può essere legalità in un paese in cui si fanno leggi che fanno dell'illegalità la norma imperativa come la legge Biagi che prevede 46 tipi di contratto di lavoro fasulli e quando si ha un Parlamento di nominati diventato un votificio di decreti. Non è cambiato niente e celebrare il ventennale di mani pulite significa celebrare l'impotenza della giustizia che non riesce a diventare "normale".


Forse "Mani Pulite" è sfuggito di mano ai magistrati che hanno dovuto aprire moltissimi fascicoli a seguito della presentazione spontanea di diecine di imprenditori in tribunale per autodenunziarsi e denunziare. Ricordo la fila delle persone in attesa di entrare nella stanza degli inquisitori. In ogni caso la corruzione non è mai cessata ed il riciclaggio dei partiti dopo Mani Pulite ha peggiora...to la situazione. L'unica vittima vera di Mani Pulite fu il Partito Socialista ma moltissimi dei suoi dirigenti craxiani hanno governato la seconda Repubblica o hanno avuto posti di grandissimo rilievo. Un discorso a parte merita Craxi che, confrontato ai governanti che l'Italia ha avuto dopo di lui, sembra un gigante..... Il ricordo di Mani Pulite puzza di strumentalismo e di giustificazionismo della melma nella quale ci troviamo oggi. Non partecipo alle celebrazioni.



I partiti prendono dallo Stato tanti di quei soldi che non si accorgono nemmeno di 30 milioni che vengono rubati da amministratori infedeli. Nessun sacrificio è stato previsto per le oscene erogazioni pubbliche ai partiti che ammontano ad oltre un miliardo l'anno. Ci trattano da imbecilli da spennare e vanno avanti per la loro strada fottendosene della crisi e di tutto il resto
http://www.repubblica.it/politica/2012/02/18/news/lusi_altri_30_milioni-30084743/

venerdì 17 febbraio 2012

Carlo Marx e le bambine che intrecciano cappelli di paglia

Carlo Marx e le bambine che intrecciano cappelli di paglia.

"....Nelle contee di Buckingham e di Bedford, la dove finisce il lavoro in maglia dei merletti comincia l'intrecciatura della paglia. Tale industria estendesi su gran parte dell'Hertfordshire e sulle parti nord ed est dell'Essex. Nel 1861, nella lavorazione dei cappelli di paglia essa occupava 40.043 persone.Di queste 3815 erano di sesso maschile e di ogni età, ed il rimanente tutto di femmine, comprendeva 13.913 ragazze non aventi ancora venti anni e tra queste 7000 circa ancora bambine. A vece delle scuole di lavori in maglia qui si parla di straw plait schools, cioè di scuole di intrecciatura di paglia. I bambini cominciano ad imparare il mestiere a partire dei quattro anni e talora anche più presto. Essi naturalmente non ricevono istruzione alcuna. Essi stessi chiamano le scuole elementari natural schools, per distinguerle da quelle istituzioni vampire in cui sono trattenuti al lavoro per fare semplicemente circa 2782 metri d'intrecciatura, come viene loro imposto dalle loro madri estenuate dalla fame. Dopo ciò queste madri li fanno spesso lavorare in casa fino alle 10 o alle 11 di sera ed anche fino a mezzanotte. La paglia taglia loro le mani e le labbra con le quali essi continuamente la inumidiscono. Secondo l'opinione generale dei medici di Londra consultati su tale argomento dal dr.Ballard, sono necessari almeno 300 piedi cubi di spazio per ogni persona in una camera da letto o in una stanza da lavoro. In quelle scuole d'intrecciatura invece lo spazio è misurato anche con maggiore parsimonia, che non sia nelle scuole di lavori in maglia; ne tocca per persona 12 piedi cubi e 2/3, talora 17 o 8 e 2/3, difficilmente 22 piedi cubi, " I più piccoli fra questi numeri, dice il commissario White, rappresentano meno spazio della metà di quello che occuperebbe un ragazzo chiuso in una scatola che avesse tre piedi in tutti i suoi lati." Tale è la vita di cui godono i ragazzi fino ai dodici o quattordici anni. I loro genitori affamati ed abbrutiti dalla miseria, non pensano che ad opprimerli. E così che cresciuti in età, detti ragazzi irridono ad essi e li abbandonano. " Non vi ha nulla di strano se l'ignoranza ed il vizio sovrabbondano in una popolazione allevata sotto tale disciplina.......La moralità quasi non esiste. Molte donne hanno dei figli illegittimi e talvolta così prematuralemnte che persino gli studiosi di statistica criminale se ne spaventano.. E la patria di queste famiglie modello è l'Inghilterra, il paese cristiano modello dell'Europa, come dice il Conte Montelembert grande autorità in simile materia. Il salario, generalmente miserrimo di questo genere d'industria viene ancora di molto ridotto nella sua entità nominale, per mezzo di un sistema sparso specialmente nei distretti in cui si fanno i merletti, il sistema del Truck, ossia del pagamento in merci...."

CarLo Marx, il Capitale libro I, procedimento della produzione capitalistica.


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Il Truck era un sistema praticato nelle terribili zolfare siciliane sin quando furono gestite dalla industria privata. I minatori abbrutiti da un salario di fame e da un faticosissimo lavoro per il quale non vedevano mai il Cielo, erano pagati in generi alimentari spesso scaduti e pieni di vermi...

giovedì 26 gennaio 2012

Forconi e Ponte sullo Stretto

Forconi e Ponte sullo Stretto

Il movimento dei Forconi si è dichiarato insoddisfatto dell'esito dell'incontro Lombardo -Monti i quali , peraltro, prendono per il culo la Sicilia quando rilanciano il Ponte sullo Stretto che, dicono, non è mai stato definanziato!
Mariano Ferro ha dichiarato c he adotteranno modalità di lotta che non recheranno danno all'economia siciliana. Encomiabile proposito se il governo fosse fatto di persone responsabili disponibile a fare quanto può per lo stato quasi fallimentare di un milione di agricoltori siciliani più i pescatori gli artigiani e tutto il resto. Ebbene l'unico linguaggio che questo governo capisce è quello più estremo. Gli scioperi educati non gli fanno neppure il solletico. Vedi come fanno marcire le vicende dell'Isola dei Cassi Integrati o degli Stiliti dei treni notturni aboliti dal signor Moretti per favorire Montezemolo e le ferrovie per ricconi.Intanto gli Oligarchi dell'ARS scimmiottando il Parlamento Nazionale hanno votato una mozione bipartisan di appoggio a Lombardo .
I forconi sono soli. Se sbaglieranno o si confonderano o non porteranno niente a casa nessuno può onestamente rimproverarli. La politica guarda da un'altra parte mentre la Sicilia sprofonda nella disperazione.

Chi sono i forconi

?









sono i Forconi?
Ho visto le riprese televisive dei telegiornali siciliani delle manifestazioni dei cosidetti"forconi" che il Presidente della Confindustria ha tacciato di infiltrazioni mafiose e che anche diversi soloni della cultura una volta era di sinistra hanno definito "jacquerie" prendendone le distanze e condannando. In generale sono persone anche di una certa età, lavoratori sui cinquanta anni segnati dalla fatica del lavoro manuale, contadini, pescatori, artigiani autotrasportatori. Tra di loro pochi lavoratori giovani perchè da anni si è bloccato l'afflusso di nuove forze specialmente nelle campagne. C'erano tanti, tantissimi studenti che vedono degradare di giorno in giorno il tenore di vita delle famiglie in cui vivono e che stentano a mantenerli. Coloro i quali hanno criminalizzato il movimento si dovrebbero vergognare! Le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei produttori che hanno emesso scomuniche ed hanno parlato di mafia o di violenza hanno mostrato tutta la distanza che li separa dalla realtà siciliana e l'isolamento morale in cui sono stati gettati da decenni di consociativismo con la Regione ed ora di sostegno subalterno del governo Monti.
Ieri il movimento ha prodotto i primi frutti. E' stata annunziato il ripristino del treno Palermo-Milano che era stato soppresso dalle ferrovie privatizzate da Moretti spezzando l'Italia in due ed isolando il Sud; i pedaggi autostradali che fanno arricchire la famiglia Benetton sono stati mitigati agli autotrasportatori per circa 200 milioni di euro ma i soldi vengono prelevati ad altri utenti della autostrada! Una cosa sconcertante! Ma è mia impressione che questo governo non sia in grado, non abbia la cultura per affrontare le questioni strutturali e profonde che hanno generato il movimento. Un movimento che non sparirà perchè la rovina incombe su diecine di migliaia di aziende agricole e sull'artigianato. .
Proprio oggi scatta l'addizionale delle aliquote regionali e si subisce la prepotenza mafiosa della loro retroattività di un anno, una cosa del tutto anticostituzionale ma dalla quale non potremo difenderci perchè il prelievo sarà fatto sugli stipendi e sulle pensioni. I soldi di queste addizionali andranno a foraggiare regioni che mantengono inutili e costosissime burocrazie ed una oligarchia politica di viziati "deputati" che hanno il trattamento di senatori. La regione siciliana costa miliardi di euro e non sappiamo a quanto ammontano i suoi debiti. Serve soltanto a mantenere se stessa. Questo destava scandalo ma veniva sopportato in tempi di relativa "normalità" economica e sociale. Ora non è più tollerato!
Pietro Ancona

venerdì 20 gennaio 2012

pietro nenni e mario monti

Diceva Pietro Nenni criticando i governi del quadripartito: Forte con i deboli e debole con i forti!! Il pavido Monti che fa la faccia feroce ai ferrovieri ed ai taxisti, dopo aver ricevuto Letta emissario di Berlusconi, ha cancellato la questione dell'assegnazione delle frequenze televisive che potrebbero fruttare allo Stato 5 miliardi di euro. Fa anche finta di "liberalizzare" notai e farmacisti ma in definitiva si accanisce soltanto con gli edicolanti e fa volare gli stracci. E' perfettamente inquadrato in una tradizione di viltà e disonore che le classi dirigenti italiane incarnano da sempre!

martedì 17 gennaio 2012

Gli anglosassoni all'attacco dell'Euro e dell'Europa

AldoGiannuli.italdo@aldogiannuli.itPuntuale arriva il downgrade dell’Europa
Qualche tempo fa, si sviluppò (anche su questo sito) un dibattito sulle ragioni della crisi che aveva investito l’Europa e sulla possibilità che essa fosse frutto di una qualche manovra coperta. Ora dobbiamo fare i conti con questa mossa di S&P che declassa nove paesi dell’Eurozona (Austria, Italia, Spagna, Francia, Spagna, Slovenia, Slovacchia, Cipro, Malta, Portogallo) su diciassette -mentre la Grecia è già al penultimo gradino della scala- e proprio mentre il mercato finanziario europeo accennava a riprendersi. Facciamo innanzitutto una premessa: togliamo di mezzo la solita polemica cretina sui “complotti”, fra chi dice che c’è un complotto e chi dice di non credere ai complotti. E’ un piano avvilente di discorso che rifiutiamo: complotto è una categoria interpretativa da bar dello sport, tanto se chi la usa vuol spiegare qualcosa, quanto se vuol negare che la spiegazione sia quella. Il problema, impostato correttamente, si pone in questi termini: tanto nella vita individuale, quanto in quella politica o finanziaria, ci sono azioni evidenti (cioè, delle quali si conosce subito l’autore, la natura, gli scopi ecc.) quanto azioni in tutto o in parte coperte, ciascuna delle quali assume un nome in riferimento alla sua natura. Se il signor Rossi incontra clandestinamente la signorina Bianchi e non lo dice alla moglie, non sta “facendo un complotto”, ma un “adulterio” che, di solito, non si racconta alla moglie. Se un determinato soggetto finanziario sta rastrellando sottobanco le azioni di una determinata società, non si tratta di un complotto ma di una “scalata ostile”. Nel nostro caso, dobbiamo capire di cosa stiamo parlando ed, in particolare, se siamo in presenza di una “guerra finanziaria” e, nel caso positivo, che caratteristiche ed attori abbia.
Abbiamo tre possibilità:

a- la crisi è frutto della disaffezione dei “mercati”, intendendo per essi una indistinta massa molto numerosa di investitori che, (indipendentemente l’uno dall’altro) si stanno ritirando dai bond europei o per timore di subire perdite o sperando di fare più lauti guadagni speculando sulla loro crisi. In questo caso parleremo di una generica “ondata speculativa” o di “fuga dal rischio”

b- la crisi è il prodotto dell’azione di pochi soggetti dotati di forte massa critica (i maggiori fra hedge fundd e banche d’affari, agenzie di rating ecc.) che, in accordo fra loro, stanno operando per colpire i paesi dell’Eurozona e conseguire non solo forti guadagni, ma anche una sostanziale modifica degli equilibri di forza nel mondo finanziario. In questo caso parleremmo di una grande “operazione speculativa” e non di una ondata, proprio perchè si tratterebbe dell’opera di pochi soggetti in accordo fra loro e non della confluenza spontanea di moltissimi

c- la crisi è il prodotto dell’azione convergente (se non proprio concordata) fra grandi soggetti finanziari e qualche grande potenza statuale per ottenere effetti sia finanziari -come quelli appena descritti- che politici (fine dell’Euro e, di conseguenza, della Ue). In questo caso parleremmo di “guerra finanziaria” in senso proprio, in quanto orientata ad ottenere effetti strategici attraverso l’azione sul debito.

La prima spiegazione viene normalmente argomentata riproponendo le teorie sulla efficienza dei mercati (che non sarebbero manipolabili a piacimento, in quanto ogni azione causerebbe una reazione di segno contrario, che riporterebbe la situazione in equilibrio), pertanto, la cura da adottare sarebbe quella di recuperare la fiducia degli investitori, offrendo loro maggiore convenienza a tornare sui propri titoli. Ovviamente, questa tesi non è dimostrabile, se non stabilendo con certezza che il ritiro dall’investimento europeo è fatto da milioni di piccoli investitori non organizzati e non organizzabili, il che è praticamente impossibile da fare, per cui resta solo da interpretare i segnali indiretti che vengono dal mercato. Un simile movimento finanziario difficilmente potrebbe procedere con una tempistica regolare e tempestiva: le ondate spontanee sul mercato di solito procedono in modo discontinuo e sfasato rispetto ad un disegno strategico, anzi, di solito segnalano sempre qualche ritardo su quello che “sarebbe opportuno fare” –dovuto ai tempi richiesti dalla percezione- oppure hanno un andamento in crescendo esponenziale, come è tipico delle ondate di panico.

Non sembra che sia questo l’andamento della crisi. Certamente non è affatto escluso che al movimento di “ritiro dal rischio” partecipino anche moltissimi piccoli investitori, ma è da comprendere quanto questo sia determinato dall’”istinto gregario” che qualcuno sta sfruttando.

La seconda spiegazione si basa sull’osservazione empirica di diversi comportamenti di alcuni grandi soggetti di Wall Street (ad esempio, la lettera “riservata” di Goldman Sachs ai suoi clienti che sconsigliava l’investimento in titoli europei, finita “per errore” sui giornali) cui si accompagna l’analisi del comportamento delle agenzie di rating, straordinariamente tempestivo nel soffocare ogni accenno di ripresa delle borse europee con miratissimi downgrade annunciati –ancor prima che essere decisi- in modo da aumentarne l’impatto sul mercato: un vero plotone di esecuzione.

Ed il sospetto (si badi: “sospetto”, non “certezza”) si rafforza se usiamo come cartina di tornasole il caso inglese: l’Uk ha un debito aggregato al 245% del Pil ed è al terzo posto in Europa, dopo Grecia e Portogallo, precedendo la Spagna e di molte lunghezze la Francia; ha un debito pubblico all’80% del Pil (maggiore di quello di paesi declassati come l’Austria o la Spagna), ha una bilancia commerciale che non sta messa meglio di quasi tutti i paesi dell’Eurozona, un Pil che per il 45% è fatto dalle banche (che non hanno una situazione più brillante di quelle di molti paesi dell’Eurozona), un sistema industriale a pezzi ed un governo abbastanza fragile. Eppure le agenzie di rating non hanno dubbi ad assegnare la tripla A al paese della Sterlina. D’altra parte, sappiamo che la City è in provincia di Wall Street…

Per essere certi che si tratti di una manovra concertata fra i grandi della finanza americana, dovremmo avere dati non disponibili: quanti titoli europei sono stati venduti da queste banche e quanti di essi allo scoperto? Quante volte esse hanno dovuto fare ricorso allo short selling per i titoli europei in generale ed italiani in particolare? Ma, questi dati sono in possesso di quelle stesse banche che non ce li faranno mai vedere. Tuttavia, se la “pistola fumante” non c’è (ed in questi casi è assurdo aspettarsi di trovarla) di indizi ce ne sono in abbondanza. Dunque, abbiamo buona probabilità di avvicinarci alla verità seguendo questa pista. E se si trattasse di una “operazione speculativa” la cura da seguire sarebbe quella dell’acquisto di titoli di debito dei paesi Eurozona da parte della Bce, emettendo tutta la liquidità necessaria -sempre che i tedeschi se ne convincano- così da rovesciare l’operazione addosso ai suoi promotori. Ad esempio, questo potrebbe scoraggiare massicce vendite allo scoperto che puntino al ribasso.

Più scivoloso si fa il terreno della terza ipotesi, cioè se insieme ad obiettivi e soggetti di natura finanziaria ce ne siano anche di natura politica. Per parlare fuori dei denti, se l’amministrazione Usa sia della partita. Qui le prove ancora più difficili da conseguire (pare che non ci facciano assistere, neanche se lo chiediamo, alle riunioni del National Security Council).
Non resta che partire da alcuni dati e ragionarci su. In primo luogo, non è un mistero che gli Usa hanno sempre guardato con molto diffidenza all’Euro ed al suo tentativo di scalzare il dollaro o, almeno, affiancarlo. Il che, peraltro, è perfettamente legittimo, considerando il loro punto di vista.

E non è neppure un mistero che gli Usa abbiano sempre guardato con molta sufficienza alla Ue e, talvolta, con vivissima irritazione a quelli che, ai loro occhi, erano “colpi di testa” di francesi e tedeschi che si desolidarizzavano dalle imprese americane in Medio Oriente.

In terzo luogo, è difficile pensare che al default di alcuni paesi europei (e dell’Italia in particolare) non faccia seguito il collasso dell’Euro e che, a questo, non succeda la dissoluzione della Ue: una catena di nessi causali altamente probabile.

Possiamo già porci una prima domanda: è possibile che il governo degli Usa non abbia previsto o preso in considerazione una simile eventualità? Non è possibile. Di conseguenza, appare chiaro che questo accade quantomeno con la sua acquiescienza. Diversamente, Washington potrebbe azionare misure di contrasto (acquisto di titoli Eurozona a sostegno, moral suasion verso le banche del proprio paese che hanno appena fatto rifornimento di liquidità a buon mercato dalla Fed, pressione sulle agenzie di rating, come è accaduto per il declassamento dei titoli Usa ecc.). Dunque, difficile immaginare una estraneità della Casa Bianca all’operazione di cui si sospetta Wall Street, quantomeno in termini di “volontà permissiva”.

Ma con quali obiettivi? Un primo scopo immediato può essere rintracciato proprio nella situazione finanziaria degli Usa: a settembre la situazione appariva molto compromessa, con il fresco declassamento operato da S&P e dopo la sofferta vicenda dell’innalzamento del tetto di debito; poi si è profilata una ripresa ancora embrionale con una limitata crescita occupazionale dopo diversi anni; ora si prospetta un anno molto difficile in cui occorrerà rifinanziare a livello mondiale titoli per 11.000 miliardi di dollari e si sa che, probabilmente, una parte resterà non soddisfatta. In questo contesto, presentare i titoli americani come molto più sicuri di quelli Eurozona (anche se meno remunerativi di essi), non è cosa ininfluente ai fini del chi resterà col cerino in mano. E questo, per un Presidente sotto elezioni, è manna dal cielo.

Ma c’è un’altro possibile disegno: una disgregazione dell’Eurozona –e della Ue- sarebbe anche una riduzione di complessità dell’ordine mondiale, in un momento in cui si stenta a definirne uno nuovo e durevole.

E’ un discorso che occorrerà riprendere. Ma se la spiegazione della crisi fosse questa la cura dovrebbe essere un’altra: raccogliere il guanto e rispondere sullo stesso piano. Ad esempio: le banche centrali Eurozona (come molte delle maggiori banche private) possiedono ingenti quantità di Bond Usa, che potrebbero vendere sul mercato (o non rinnovare quelli in scadenza) per finanziare il ritiro dal mercato dei titoli pubblici Eurozona.

Ma nessuno sembra prendere minimamente in considerazione una idea che implicherebbe molto coraggio politico. Molto più di quello che hanno statisti e banchieri d’Europa. E poi, chi dovrebbe coordinare questa azione: l’ex advisors della Goldman Sachs Mario Draghi?

Aldo GIANNULI

domenica 15 gennaio 2012

L'Italia occupata

L’Italia è sotto “occupazione straniera”? Incontro con Gianandrea Gaiani12 gennaio, 2012 Redazione Armi e strategie // Europa Nessun commento
Gianandrea Gaiani [nella foto], analista militare, è direttore del mensile telematico “Analisi Difesa” e collaboratore di varie testate: ha una sua rubrica su “Panorama” e scrive per “Il Sole 24 Ore”, “Il Foglio” e “Libero”. Recentemente il dottor Gaiani ha espresso posizioni molto dure sul nuovo governo italiano, sia in un editoriale di “Analisi Difesa” sia in una lettera a “Il Foglio”. Definito come un “governo di occupazione”, imposto all’Italia da potenze esterne, il gabinetto Monti, a giudizio del dott. Gaiani, si distinguerebbe per sudditanza e non starebbe facendo davvero gl’interessi dell’Italia, ma anzi danneggiandoli. Il con-direttore Daniele Scalea ha incontrato il dott. Gaiani per discutere con lui della sua forte presa di posizione.


DS: Dottor Gaiani, pare di capire che, a suo giudizio, i paesi che avrebbero imposto questo “governo d’occupazione” all’Italia sarebbero Francia, Germania e USA. È corretto?

GG: Per essere precisi, ritengono che siano state Parigi e Berlino a prendere la decisione. Washington si è limitata ad intervenire per salvaguardare i propri interessi: Obama, in un colloquio telefonico col presidente Napolitano, gli avrebbe suggerito i nomi cui affidare i dicasteri della Difesa e degli Esteri (evidentemente più cari agli USA), ossia rispettivamente quello del presidente del Comitato militare della NATO ammiraglio Di Paola e dell’ambasciatore a Washington Terzi di Sant’Agata.
In sostanza, comunque, è avvenuto ciò che è avvenuto in Grecia: è stato imposto un “governo fantoccio”, che rende conto a potentati esterni anziché al popolo.

Nei suoi interventi ha attirato l’attenzione su una questione inspiegabilmente passata sotto silenzio dai media: la richiesta dell’UE di abrogare le cosiddette “golden shares”. Ossia le quote e ben precisi poteri decisionali che lo Stato italiano mantiene nelle aziende strategiche privatizzate.

È paradossale che l’UE, in una situazione descritta come di piena emergenza, non trovi di meglio da fare che occuparsi delle golden shares italiane. Tanto più che Francesi e Tedeschi hanno meccanismi simili per proteggere le loro aziende strategiche. A breve scade l’ultimatum lanciato dall’UE all’Italia: senza una legge che sostituisca le golden shares e fornisca una protezione da scalate esterne, il settore strategico italiano (Telecom, Finmeccanica, ENI, Enel, ma anche le banche) sarà acquisito dagli stranieri per due soldi, complici le cadute nelle contrattazioni borsistiche. Facciamo qualche esempio. Le banche italiane hanno oggi una capitalizzazione che supera di poco i 30 miliardi di euro, ma gestiscono una quantità di denaro che è cinque volte superiore. Eppure, acquistarle tutte assieme costerebbe meno che acquistare la sola BNP Paribas. Finmeccanica ha una capitalizzazione di 2 miliardi, ma possiede beni immobili che da soli valgono 4 miliardi. Francesi, Tedeschi, ma non solo, si preparano a comperare i pezzi pregiati della nostra industria, e lo faranno anche per eliminare dei rivali. In fondo, la guerra in Libia non è servita a togliere interessi strategici all’Italia, e rimpiazzarla nel paese nordafricano? Vi sono due modi per togliere di mezzo un rivale: soffiargli i contratti, come in Libia, oppure comprarlo, farlo passare sotto il proprio controllo, come rischia di succedere alle aziende italiane.
Il negoziato per alleggerire i termini del rientro sul debito, chiesto dall’Italia all’UE, ci metterà di fronte ad un ricatto: svendere in cambio le nostre industrie pregiate. I due pesi e le due misure sono palesi: alla Germania è stato chiesto di eliminare dei provvedimenti che tutelano il suo settore automobilistico; non lo fa, eppure non riceve alcun ultimatum. Ben diverso è il trattamento riservato all’Italia, alla Grecia o all’Ungheria. Quest’ultima è stata costretta a rinunciare a leggi decise dai suoi rappresentanti eletti in cambio d’aiuti finanziari europei.

Poche settimane prima della caduta del governo Berlusconi, si era parlato di un interessamento della Cina ad acquisire partecipazioni nell’industria strategica. Non è possibile che queste manovre siano state motivate anche dalla decisione di non permettere a Pechino di realizzare queste acquisizioni?

Non credo, perché l’interesse cinese tende più verso i titoli di debito pubblico. È più semplice penetrare lì, che nel settore strategico.

Alcuni critici hanno tacciato il gabinetto Monti d’essere un “governo dei banchieri”. Tuttavia, si è visto come le banche italiane siano state discriminate dall’UE, che ha richiesto una ricapitalizzazione in ragione dei titoli del Tesoro italiano posseduto da queste banche, risparmiando invece gl’istituti finanziari francesi e tedeschi pieni di “titoli tossici”. Insomma: se anche le banche sono “vittime”, chi sono i “complici” interni di questa “occupazione”? E se non ve ne sono, come ha potuto essere imposto all’Italia un “governo d’occupazione”, come lo definisce lei?

Si è imposto grazie alla debolezza della politica. Ed a metodi di pressione dall’esterno che non necessariamente richiedono complicità interne. Berlusconi ha accelerato i tempi delle sue dimissioni dopo che un pesante attacco speculativo fece crollare il titolo Mediaset in borsa… E comunque, un governo delle banche non deve esserlo necessariamente di quelle italiane (che pure sono state favorite da numerosi provvedimenti). La stessa ricapitalizzazione chiesta dall’UE può aiutare gli stranieri ad entrare nelle banche italiane. Che sono particolarmente ghiotte perché contengono l’ingente risparmio delle famiglie italiane.

Ma insomma, esistono settori “nazionali”, animati da senso dello Stato e – perché no? – sano patriottismo, che potrebbero reagire a tutto ciò?

L’unico modo per reagire è far mancare il sostegno al Governo in Parlamento. Ma la politica non è in grado, perché non può fornire un’alternativa e comunque è lieta che ad aumentare le tasse sia un governo tecnico. Un “governo d’occupazione”, dico io, perché favorisce i competitori dell’Italia. Sono davvero “straordinarie”, come le ha definite la Merkel, le misure del gabinetto Monti: infatti ci garantiranno recessione ed inflazione allo stesso tempo. Togliere di mezzo una delle maggiori potenze economiche mondiali è nell’interesse di parecchi paesi.

E dato che lei è prima di tutto un analista militare, veniamo ad una scottante questione che è salita all’onore delle cronache, proprio in rapporto alla politica d’austerità, negli ultimi giorni. Mi riferisco alla polemica relativa all’oneroso acquisto dei caccia multiruolo statunitensi “Joint Strike Fighter” F-35 da parte dell’Italia. Al di là degli argomenti antimilitaristi, da un punto di vista realista, quest’acquisizione conviene o non conviene?

Il programma JSF avrebbe dovuto costare all’Italia, nei piani originari, 2 miliardi per lo sviluppo e 15 miliardi per l’acquisto di 131 aerei. Si tratta d’una cifra che è già oggetto di riesame: probabilmente ne compreremo solo un centinaio. In ogni caso, lo sviluppo dell’aereo è arrivato in ritardo rispetto alla tabella di marcia, ed il conseguente aumento dei costi è difficile da quantificare. In Italia ufficialmente si prevede d’acquistare ciascun velivolo al costo unitario di 78 milioni di dollari. I canadesi, però, calcolano che ogni JSF costerà loro 146 milioni.
Diciamo subito che gli aerei, dopo trent’anni, è normale vadano cambiati. Si può ovviamente decidere di cambiarli con meno mezzi, ed è già il nostro caso: i 131 F-35 daranno il cambio a 220-250 velivoli più vecchi. Ma all’Italia servono questi F-35? Servono se vogliamo continuare a bombardare in giro per il mondo a fianco dei nostri alleati. Quest’aereo sarà acquistato da altri paesi della NATO, e possederlo renderà le nostre forze integrabili con quelle alleate.
In ogni caso, l’aereo è statunitense: noi abbiamo un ruolo di sub-fornitori, e dunque deboli ricadute industriali. Acquistando l’F-35, rinunciamo alla capacità di produrre da soli i nostri aerei, come con l’Eurofighter, o come fanno i Francesi con il Rafale. Rinunciamo a sviluppare la versione d’attacco al suolo dell’Eurofighter, su cui invece investiranno i Tedeschi. Ciò ci condanna a lavorare su prodotti nordamericani per molti anni a venire.
I Francesi non riescono ad esportare il loro Rafale: esaurite le commesse interne, chiuderanno la catena di montaggio. Fra dieci anni in Occidente ci sarà una sola catena di montaggio: quella degli USA. Non è una scelta d’oggi: è stata presa nel 1996 e confermata nel 2002.
Se vogliamo continuare a fare la guerra (anche contro i nostri interessi, come talvolta accade) ci servono questi aerei. Andrebbero bene anche gli Eurofighter, in realtà, a maggior ragione visto che i nostri avversari sono guerriglieri o eserciti scalcinati. La sofisticazione è però utile all’industria, perché permette d’acquisire tecnologia assieme agli aerei.
Ma v’è infine un aspetto fondamentale di cui non si parla mai: gli F-35 costano molto, ma costa ancora più caro tenerli in linea. Il bilancio della Difesa sarà sempre più ridotto dai tagli finanziari: già oggi conta poco più dei soldi necessari a pagare gli stipendi. Dovremmo allora blindare i bilanci della Difesa per i prossimi 15-20 anni, o corriamo il rischio di ritrovarci con tanti moderni F-35, ma senza i soldi per fargli il pieno. Già succede in parte: la voce dell’esercizio è quella più colpita dai tagli. Se non garantiamo risorse alla Difesa, ha poco senso acquistare questi aerei. L’aeronautica italiana punta a mantenere una forza su due diversi velivoli, l’Eurofighter Typhoon per la difesa e l’F-35 per l’attacco. Anche la Gran Bretagna lo fa, ma ha molti più soldi di noi come del resto Francia e Germania che avranno invece un solo velivolo multiruolo.

Nei suoi interventi ha ricordato che l’Italia ha una “sovranità limitata” da molti decenni: potremmo dire dal 1943. La domanda che mi pongo è: l’Italia può essere sovrana dentro la NATO? Ovvero bisogna trovare una nuova configurazione strategica, quale può essere una ristrutturazione dell’Alleanza Atlantica, o un trattato di sicurezza collettiva pan-europeo, quale quello promosso dai Russi negli ultimi anni?

Durante la Guerra Fredda, anche se la nostra sovranità era limitata, gl’interessi dell’Italia (e dell’Europa) e degli USA convergevano. Oggi la situazione è mutata, come dimostra il caso libico. Gli USA negli ultimi mesi hanno sacrificato molti regimi arabi loro alleati per rimpiazzarli con nuovi regimi a loro volta non molto democratici. Persino l’Arabia Saudita si preoccupa, tanto da intervenire in Bahrayn prima che lo facessero gli USA. Siamo sicuri che il Mediterraneo dominato dall’islamismo sia nell’interesse europeo? Io credo di no. Invece può esserlo in quello degli USA, che sono più lontani, al di là dell’oceano.
Bisogna rivalutare il ruolo italiano ed europeo rispetto ai nostri interessi. Gli USA hanno giocato un ruolo tutto sommato stabilizzatore fino a Bush, mentre ora ricoprono un ruolo palesemente destabilizzatore. L’Italia stessa è stata destabilizzata con la guerra di Libia. Berlusconi partecipò controvoglia all’intervento, inizialmente decidendo che i velivoli italiani non avrebbero lanciato bombe. Il venerdì di Pasqua Kerry, presidente della Commissione esteri del Senato statunitense, giunse in Italia per conferire privatamente con Berlusconi. La domenica successiva Obama telefonò a Berlusconi. Il giorno dopo, anche l’Italia diede il via ai bombardamenti. Questo significa avere sovranità limitata. Sovranità che oggi è proprio azzerata.
Bisogna riflettere sulle alleanze. La Francia e la Gran Bretagna, in Libia, hanno fatto i loro interessi. Parigi ha scelto di tenere la propria flotta fuori dal controllo della NATO, perché alla testa di quest’ultima c’era un ammiraglio italiano. Il mondo è cambiato, bisogna riconoscerlo e guardare al nostro interesse nazionale. Oggi ci sono paesi pronti a tutto per un contratto petrolifero. Quando Sarkozy decise d’attaccare la Libia, gli aerei francesi sorvolarono l’Italia senza nemmeno chiederci il permesso. Questi sono competitori, non alleati.

Lei è un “euro-scettico”, vero?

L’Europa non c’è mai stata. Sono vent’anni che seguo guerre sul campo, e l’Europa non l’ho mai vista, se non nelle chiacchiere e nei regolamenti astrusi. Persino nei Balcani l’Europa si è dimostrata incapace, ed ha dovuto far intervenire la NATO. Non c’è un sentimento europeo. E l’Europa non è democratica: nessuno l’ha votata. Gli unici due referendum costituzionali li ha persi, per poi scavalcarli tramite il voto dei parlamenti. La verità è che oggi qualcuno sta riuscendo là dove non era riuscito Napoleone coi granatieri e Hitler coi panzer. Germania e Francia, con lo spread, stanno creando un impero.

Berlino e Parigi riusciranno a mantenere congiuntamente questo “impero”? O alla fine si scontreranno per il potere?

Oggi vi sono due assi in Europa. Il primo è quello franco-britannico sulla Difesa: lanciano progetti che poi si rifiutano di condividere col resto dell’UE. Il secondo è il direttorio economico franco-tedesco. Ma mentre gli USA prima realizzarono l’unione degli Stati tramite la guerra d’indipendenza e poi costruirono le istituzioni federali, noi europei prima abbiamo creato le istituzioni e la moneta unica, e poi stiamo pensando a costituire l’unione politica.

Certo però che bisogna porsi il problema dell’alternativa all’Unione Europea. In questo mondo che viaggia verso il multipolarismo, in cui la tendenza evidente è all’integrazione regionale, come potrebbe l’Italia, da sola, sperare di conservare la sua sovranità, dovendo competere con grandi potenze semi-continentali o con possenti costruzioni integrate?

Io voglio mantenere l’UE, perché ha alcune cose positive, come il libero scambio interno. Ma la Turchia, fuori dall’UE, sta costruendo un suo “impero”, grazie ad una classe politica che ha il coraggio di muoversi su scala regionale in maniera vincente.

Ma lei, da esperto militare, saprà bene che non si possono guardare solo le cifre. Certo, come PIL nominale l’Italia è anche più forte della Turchia. Ma la Turchia ha una coesione morale, una vitalità popolare, un entusiasmo che mancano all’Italia, un paese declinante sotto molti punti di vista. Ecco perché ci servirebbe un’alternativa all’UE, se non vogliamo più restarvi o se dovesse crollare nostro malgrado. Dove trovarla? Forse proprio in un asse mediterraneo con la Turchia, per gestire ed arrangiare congiuntamente il nuovo volto del nostro mare?

Non è necessario uscire dall’Europa ma mettere in discussione questo tipo d’Europa, puntando senza compromessi a garantire i nostri interessi nazionali specie nell’area mediterranea. Non possiamo diventare un lander sgangherato della Germania, o un “territorio d’Oltremare” francese. Ci manca purtroppo una classe politica capace di decisioni forti.

venerdì 13 gennaio 2012

Il governo come una loggia massonica segreta

Il governo come una loggia massonica segreta

Non pensavo che i massoni al governo dell'Italia potessero imporre la segretezza alle riunioni del Consiglio dei Ministri. Pensavo che le riunioni del Consiglio dei Ministri in una democrazia fossero pubbliche e gli atti immediatamente comunicati alla cittadinanza. Ma oggi il governo Monti è stato riunito per oltre tre ora e viene negato financo l'elenco delle cose delle quali ha discusso. Si tratta di provvedimenti scottanti e fuori leggi come la privatizzazione dell'acqua, l'art.18 ed altre scelleratezze contro la parte meno protetta della popolazione italiana? Sapremo dopo quando farà comodo al signor Monti che indubbiamente sente il dovere di informare innanzitutto la Germania e gli USA di cui si sente investito della carica di gouverneur der Italia

la democrazia è morta

Tramonto rapido della democrazia

la democrazia è roba per ricconi. Fino a quando conviene alle classi dominanti e fino a quando gli interessi di queste sono compatibili con la libertà il sistema democratico viene tollerato. Quando la democrazia garantisce più le classi subalterne che quelle dominanti viene subito messa in crisi dal suo stesso interno attraverso leggi elettorali che ne alterano p...rofondamente la sostanza e che producono maggioranze fasulle e parlamenti di nominati. Se questo non basta si ricorre alla decretazione d'urgenza ed al voto di fiducia in Parlamento per impedire a questo un minimo di voce in capitolo sulle scelte del governo. Quando questo non basta ancora si manovrano gli organismi internazionali ed attraverso questi si sottrae ogni possibilità di controllo sugli atti del governo attinenti a direttive del club euroatlantico plutocratico. In ogni caso tutte le conquiste di libertà realizzate attraverso le lotte e sanzionate in leggi del Parlamento sono sempre a rischio. all'Italio.Possono essere revocate come sta accadendo con l'art.18 e l'art.8 che stravolge le basi del diritto e fa diventare diritto solo l'interesse dei forti e dei prepotenti.
Ora siamo giunti al punto di un governo di nominati voluto soltanto dalla Germania e dagli USA ed imposto attraverso Napolitano

giovedì 12 gennaio 2012

agiografie televisive di mafiosi

Agiografie televisive di mafiosi
Il mio giudizio sul Capo dei Capi è totalmente negativo. La ritengo una fiction diseducativa che veicola una immagine del capo-mafia simile a quella che Puzo ha concepito per "Il Padrino". Immagino che succederà lo stesso con "L'ultimo padrino" con Michele Placido. Il Capo dei Capi e l'ultimo padrino sono trasmessi dalla rete Mediaset. Ci si immerge nella logica delle lotte all'interno della mafia e contro la magistratura e la figura di Riina appare mossa da ragioni che sembrano tutte logiche possibili e ragionevoli ma che fanno parte di una storia criminale di rara ferocia. L'immagine che il telespettatore ritrae dalla fiction "il Capo dei Capi" può benissimo essere di ammirazione per la sua ascesa sociale sia pure con mezzi criminali e magari di rispetto per uno che in qualche modo è riuscito a vincere il mondo di miseria e di violenza dal quale è originato. Spero che lo stesso non accada con "l'Ultimo Padrino"
http://www.cinevideoblog.it/drammatico/il-capo-dei-capi-su-canale-5-in-sei-puntate.html

mercoledì 11 gennaio 2012

la figlia del Capitano, le liberalizzazioni, l'ingloriosa storia d'Italia

Nel 150 anniversario dell'Unità assistiamo alla perdita dell'apparato industriale italiano che delocalizza all'estero o viene acquisito da capitali esteri o viene inesorabilmente dismesso nonostante le proteste dei neo-stiliti a Milano ed altrove. Ricordiamo che l'Italia di oggi è una nazione senza reale sovranità controllata da 100 basi militari USA e sottoposta all'influenza dello Stato della Chiesa. Con l'euro l'Italia ha anche perso la sovranità sulla moneta ed è nelle mani degli usurai del FMI e delle Banche di WallStreet che imposto e ci controllano con il governo Monti. Dobbiamo prendere coscienza della nostra reale condizione di servaggio non diversa da quella che l'Italia ha subito per secoli e secoli di dominazione straniera. Cominciamo con il ricordare la dominazione spagnola (150 anni 1559-1715) evocata dal Manzoni nei Promessi Sposi
http://www.scuolascacchi.com/storia_moderna/dominazione_spagnola.htm


La figlia del capitano

La fiction in due puntate "La figlia del Capitano"ha avuto il merito di fare conoscere al grande pubblico italiano le allucinanti condizioni dei servi della gleba e delle comunità etniche della Russia al tempo della imperatrice Caterina II. Il personaggio del grande capo rivoluzionario Pugacev è disegnato con efficacia e le ragioni della sua rivolta risultano con verità e chiarezza. Illuminante il colloquio tra Pugacev e la Zarina nella cella del carcere dove al condannato non veniva concessa neppure la possibilità di coricarsi.
Anche il finale di Pugacev che sfugge allo squartamento ( in verità fu squartato da quattro cavalli) per continuare a rappresentare la voglia di libertà dei russi è assai azzeccato. Vedere la "Figlia del Capitano" tratto dal grande romanzo di Puskin fa comprendere bene le ragioni della Rivoluzione di Ottobre, ragioni nutrite da secoli di sofferenza c he raggiungono l'acme durante la prima guerra mondiale.
La fiction seppure cede qualcosa al romanzo d'amore è fatta con delicatezza e grande rispetto per la cultura dei contadini e dei nomadi cosacchi. La durezza di cuore, la ferocia della nobiltà e dei suoi ufficiali è rappresentata con realismo nonostante il giovane protagonista sembra accettare le ragioni della rivolta pur nella sua fedeltà allo zarismo.



Le liberalizzazioni
la liberalizzazione dei taxisti equivale per questa categoria alla abolizione dell'art.18 per i lavoratori dipendenti. E' una autentica vigliaccata, un colpo di coda per attivare un processo di concentrazione oligopolistica e trasformare i taxisti in dipendenti usa e getta di grandi società come accade a new York. Evidentemente qualcuno si propone di investire nel settore come Montezemolo ha inve...stito nelle ferrovie. I consumatori non ne ricaveranno alcuna utilità. Lo stesso dicasi per gli edicolanti alcuni dei quali gestiscono minuscole baracchette. Grave è invece la mancanza di concorrenza tra i farmacisti che gestiscono vere e proprie aziende miliardarie con utili che arrivano al 40 per cento del fatturato. Anche l'industria farmaceutica opera in regime privilegiato ed impone prezzi maggiorati rispetto a quelli che si praticano in Francia o in Spagna